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  • Microblading e dermopigmentazione: le differenze

    Lo sguardo è considerato il maggior punto di forza del viso e ,mai come oggi,ci si affida ai miglior trattamenti di bellezza per valorizzarlo e renderlo unico.
    La svariata scelta di servizi, a volte, può creare confusione.
    Sul web, i termini per indicare tecniche diverse, sono infiniti e in particolare tutto ciò che riguarda le sopracciglia e il trucco semipermanente viene frainteso. Un errore che spesso si fa è quello di chiamare “tatuaggio” tutto ciò che colora la pelle ma non è così. Il tatuaggio ha tecniche e strumenti diversi ma soprattutto i pigmenti che vengono usati,sono più duraturi. Quindi eliminiamo questo termine se parliamo di trattamenti mirati a valorizzare una parte del corpo.


    Dermopigmentazione e microblading, hanno rivoluzionato il mondo del beauty, ricevendo un riscontro molto positivo dalle clienti, per l’unicità con la quale si eseguono.
    Spesso però vengono confusi e non è ben chiaro in cosa consiste uno e in cosa l’altro.

    La dermopigmentazione è una tecnica di tatuazione, cioè di inserimento di colore nella pelle tramite l’utilizzo di aghetti. Il pigmento è semipermanente e anallergico, di origine organica a base di minerali, quindi facilmente
    riassorbibili. L’attrezzo che viene usato è molto leggero ed è attaccato ad una macchina elettrica.
    Di solito è una tecnica ce viene associata solo alle sopracciglia, ma in realtà non è così.
    Può infatti valorizzare il contorno labbra e, sempre con linee sottili ,è possibile creare sugli occhi un eyeliner perfetto.
    Se nel campo estetico migliora il viso, in quello medicale può davvero regalare lavori strabilianti.
    La dermopigmentazione infatti può correggere cicatrici o ridisegnare,ad esempio, l’aureola mammaria dopo un intervento o può addirittura infoltire il cuoio capelluto con la tricopigmentazione, in caso di
    calvizie.
    Dopo un mese, solitamente, viene fatto un ritocco per intensificare il colore o coprire delle zone che durante la prima seduta non hanno assorbito il pigmento.
    Il dolore è molto soggettivo e anche la durata varia da persona a persona ma, generalmente, dopo 6/8 mesi è necessario un refill.

    Il microblading invece, viene utilizzato solo per le sopracciglia,quindi ha una funzione ben mirata e precisa.
    Lo strumento adoperato è manuale ed è dotato di tanti piccoli aghetti che vanno a formare una punta, molto simile ad un bisturi.
    Il termine “pelo a pelo” è spesso usata per spiegare nel dettaglio in cosa consiste e cioè che, ricostruisce le sopracciglia in modo realistico.
    La tecnica è certosina, in quanto il movimento manuale non è disturbato da nessuna vibrazione di macchine elettriche.
    In questo caso il pigmento viene depositato più in superficie quindi la durata è minore anche se dipenderà sempre dal tipo di pelle.


    In tutti e due i trattamenti viene applicata una crema anestetica, in modo da non sentire dolore.
    Il prezzo sul mercato è molto vario ma in linea di massima, sia per l’uno che per l’altro, i listini partono dai 400 euro fino ad arrivare a 1000 euro, comprendendo però il primo ritocco.

    Solo una consulenza con un professionista del settore può aiutarci a capire quale effetto è indicato per noi, una volta trovato, queste due tecniche possono regalare risultati pazzeschi.

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